quinta-feira, 27 de abril de 2017

Premier League - Alle 21.00 si recupera il derby di Manchester: all'Etihad per un pezzo d'europa



Avvicinamento al recupero della ventiseiesima giornata di Premier League, che vede il Manchester City ospitare il Manchester United con un solo punto a separare le due squadre in classifica: l'obiettivo è vincere sui rivali di sempre per accorciare (o superare) il Liverpool, terzo ma con due partite in più.


Situazione piuttosto frammentata quella del campionato inglese, con la F.A. costretta a ridisegnare diversi match infrasettimanali per ovviare alle tante partite rinviate nei weekend dedicati alle coppe nazionali. Ecco quindi che in questo giovedì sera spunta il big match che non ti aspetti: si recupera la ventiseiesima giornata di Premier League, c'è Manchester City-Manchester United.
Partita che si preannuncia caldissima quella dell'Etihad Stadium: ci si gioca un pezzo dell'europa che conta. Citizens e Red Devils, infatti, sono appaiati al quarto e quinto posto, con appena un punto a separarli. L'obiettivo è rimontare sul Liverpool, terzo a quota 66 (rispettivamente a +2 e +3) ma con ben due partite giocate in più. La sconfitta contro il Palace dell'ultima giornata ha frenato la banda di Klopp, e l'occasione è davvero ghiotta.

Manchester City che arriva al derby abbastanza frustrato: nonostante abbia battuto Hull (3-1) e Southampton (0-3), quattro giorni fa è arrivata la cocente eliminazione dalle semifinali di F.A. Cup per mano dell'Arsenal, col sigillo di Sanchez nel primo tempo supplementare. Ad inizio mese poi, risale il 2-1 in trasferta contro il Chelsea che ha mozzato le gambe alla truppa di Guardiola.
Per il tecnico ex-Barcellona la stagione non è ovviamente andata come da previsioni: nonostante le sue idee rivoluzionarie dal punto di vista tattico (da ricordare il 3-1-3-3 di metà stagione o il 4-1-4-1 con quattro trequartisti) il City non ha mai trovato continuità, è scivolato fuori dalle coppe nazionali e dalla corsa al primo posto ed ora ha l'obbligo di qualificarsi alla prossima Champions League per non rendere quest'annata un vero disastro. In casa, comunque, i Citizens non perdono dal 3 dicembre scorso: dopo il 3-1 incassato dal Chelsea, sono undici i risultati utili consecutivi.
Fonte: twitter.com/ITASportPress
Fonte: twitter.com/ITASportPress
Al contrario, se la Premier League si giocasse solo in trasferta il Manchester United guiderebbe la classifica: lontano da Old Trafford Mou ha vinto otto delle ultime dieci gare di campionato, pareggiando le altre due. La conquista delle semifinali di Europa League, arrivata grazie al gol di Rashford ai supplementari contro l'Anderlecht, nella settimana tra il 2-0 al Chelsea e quello a domicilio sul Burnley, ha galvanizzato l'ambiente, anche se lo Special One deve fare i conti con gli infortuni di Ibrahimovic e Rojo, out per tutto il resto della stagione.
I soli 24 gol incassati in 32 partite fanno di quella dello United la seconda miglior difesa del campionato: solo il Tottenham (22) fa meglio, anche se ai Red Devils spetta il primato per i gol incassati "on the road": sono solo 13.
Fonte: twitter.com/premierleague
Fonte: twitter.com/premierleague

Sospiro di sollievo per Pep Guardiola, che ha rischiato di vivere una settimana da incubo, verso una delle sfide più importanti della stagione e senza le sue due pedine fondamentali: contro l'Arsenal, infatti, sia David Silva che il Kun Aguero sono usciti dal campo anzitempo, a seguito di forti contrasti rispettivamente con Gabriel e Koscielny. Da quanto dice l'infermeria, però, le conseguenze sono state solo due contusioni, ed entrambi hanno partecipato alla sessione defaticante di lunedì. In dubbio anche Gabriel Jesus e Fernandinho, entrambi sulla via del recupero dopo qualche problemino fisico, mentre è sicuramente out il lungodegente Ilkay Gundogan.
Dovrebbe essere 4-2-3-1 per Pep, che ritrova per la terza gara consecutiva capitan Kompany, pronto ad affiancare uno tra Otamendi e Stones a difesa di Claudio Bravo. A destra possibile una scelta più "aggressiva" come quella di Jesus Navas piuttosto che Zabaleta, mentre sulla mancina Kolarov sembra in vantaggio su Clichy. In mezzo, il cruciale apporto di Yaya Toure e Fernandinho, ma qualora il brasiliano dovesse dare forfait è pronto il suo connazionale (e quasi omonimo) Fernando. Davanti, soliti spot sulla trequarti per SterlingDe Bruyne e Sané, pronto a lasciare il campo a Silva a partita in corso. Difficile ma non impossibile vedere il talentino ex-Valencia già dal primo minuto, mentre dovrebbe essere molto più probabile la presenza di Sergio Aguero come unica punta.
Tante, tante gatte da pelare anche per José Mourinho: gli infortuni mettono davvero in difficoltà lo Special One, che nel giro di una settimana ha perso tre pezzi pregiatissimi. Prima, nella già citata partita contro l'Anderlecht, sono arrivati gli infortuni di Zlatan Ibrahimovic e Marcos Rojo. Per lo svedese il referto parla di rottura del legamento crociato anteriore e posteriore, con tempi di recupero non inferiori a sei mesi, mentre dovrebbe essere simile (ma col solo interessamento del crociato anteriore) l'infortunio al ginocchio sinistro del difensore argentino. Nel weekend, contro il Burnley, si è fermato anche Paul Pogba, senza contare i lungodegenti Smalling, Jones e Mata.
Difficile che Mou rischi uno dei due centrali sulla via del recupero: nessuno dei due ha ancora i 90' nelle gambe. Obbligata, quindi, la scelta di Blind accanto ad Eric Bailly, mentre sulle fasce Darmian dovrebbe vincere la concorrenza di Shaw per riprendersi il posto sulla sinistra con Antonio Valencia a destra. Possibile vedere un 4-2-3-1 per lo United, con Fellaini ed Ander Herrera a fare da diga (occhio però all'eventuale utilizzo del preziosissimo Carrick) ed un pacchetto di attaccanti del tutto inedito: ci sarà sicuramnte Rashford, che potrebbe tornare ad agire da prima punta, con Mkhitaryan, Lingard ed uno tra Martial ed Ashley Young a supporto. Nel caso Mou scegliesse il francese, potrebbe anche essere lo stesso Rashford, sicuramente l'uomo più in forma dei suoi, a scalare sulla sinistra lasciando lo spot da unica punta proprio all'ex-Monaco.

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NWSL announces Orlando as host for 2017 Championship



This weekend, the NWSL announced that the Championship Game for the 2017 season will be in Orlando, FL on October 14th at Orlando City Stadium. NWSL Managing Director of Operations Amanda Duffymade the announcement along with Orlando City Majority Owner Flavio Augusto da Silva and City of Orlando Mayor Buddy Dyer.
Both the representatives from Orlando and from the league only had positive things to say about the upcoming postseason. “The appetite for soccer in Orlando is at an all-time high, and we are thrilled to contribute to this movement by bringing the NWSL Championship to Orlando,” da Silva said in a statement“A huge driving force to invest in our stadium was to bring this community the best soccer opportunities possible, not only with our three teams, but with major events and matches around the world.”
The brand new stadium can hold more than 25,000 fans | Source: www.facebook.com/OrlandoCitySC
Duffy also added, "We are thrilled to announce that Orlando City Stadium, a new state-of-the-art venue that has already become one of the best soccer settings in the country, will be the site of the 2017 NWSL Championship. The city of Orlando has proven its overwhelming support for the sport and for the Orlando Pride, and we are confident all the necessary components are in place for a successful and historic championship to conclude the league’s fifth season of operation.”
Orlando’s brand new soccer stadium holds over 25,000 seats, and features a natural grass playing field. This also continues an ongoing trend in the NWSL to award the championship game to a ‘neutral’ playing field run by an MLS club (with Portland and Houston hosting the 2015 and 2016 finals, respectively). This also leaves the possibility of Orlando having an advantage should they reach the final, though the 2017 season is still quite young. The semifinals will take place the weekend of October 7th and 8th. Week 3 of the NWSL begins on April 29th. 

Previa Alavés - Eibar: duelo entre dos equipos revelación



Alaves vs Eibar Match Preview 27th April 2017

Alavés vs Eibar | Jueves, 27 de abril | 19:30 horas | Trigésimo cuarta jornada del Campeonato Nacional de Liga de Primera División | Estadio de Mendizorroza| Árbitro: Trujillo Suárez (cómite tinerfeño) | beIN La Liga | Alavés y Eibar se enfrentarán el jueves a las 19:30 horas en un duelo en el que se miden dos equipos que quieren jugar en Europa la temporada que viene. El Eibar lo puede hacer vía Liga y el Alavés  en la Copa del Rey.


Alavés
Eibar | 19:30h.

Alavés y Eibar disputan el derbi en Mendizorroza el próximo jueves (19:30 horas), en un partido en el que los dos equipos buscan terminar la temporada lo más arriba posible en la clasificación. Tanto alaveses como armeros han realizado una temporada excepcional, superando las expectativas de septiembre cuando comenzó La Liga. Una vez han conseguido la salvación matemática, buscarán por parte local acabar la campaña en mitad de tabla, y por parte del Eibar seguir luchando por los puestos europeos.
El Alavés se encuentra en undécima posición con 44 puntos, y aunque en su estadio no haya conseguido buenos resultados, con un balance de cinco victorias, siete empates y cuatro derrotas y un total de 22 puntos sobre 48, es un equipo difícil de ganar por la intensidad que le mete a los partidos y la efectividad en ataque. Cabe recordar que se clasificó para la final de la Copa del Rey, al eliminar en semifinales al Celta de Vigo. Mauricio Pellegrino ha hecho un equipo a su medida con jugadores cedidos de otros equipos como Theo Hernándezprocedente del Atlético de Madrid, Marcos Llorente del Real Madrid, y Camarasa procede del Levante, jugadores jóvenes pero que han dado un resultado excepcional al Alavés esta temporada.
El Eibar ha logrado su mejor registro en Primera División. A estas alturas suma 50 puntos, y en las temporadas 2014/2015 y 2015/2016 no llegó a esa cifra a final del campeonato, consiguiendo 38 y 43 respectivamente. El equipo de José Luis Mendilibar está realizando un campeonato de diez, por la plantilla y el presupuesto que dispone y reinventarse cada temporada. En esta Liga se encuentra octavo con 50 puntos a seis de los puestos de Europa League, un hecho que jamás olvidarán los armeros, a pesar de no clasificarse a Europa a  final de la temporada.

Encontrar la regularidad en Mendizorroza

El Alavés quiere hacer de Mendizorroza su fortín y sumar de tres en tres en su estadio para acabar lo más arriba posible La Liga. A falta de cinco jornadas para el final del campeonato se sitúa en undécima posición con 44 puntos a 12 de Europa y 20 del descenso. El equipo babazorro quiere terminar el campeonato con buenas sensaciones de cara a la final de la Copa del Rey que se disputará el 27 de mayo en el Vicente Calderón. Los alaveses tienen en mente esa final que les puede garantizar un billete para la Europa League la temporada que viene. Aunque no se pueden olvidar de La Liga, con el fin de quedar en mitad de tabla  y realizar una temporada inolvidable en su primer año desde el regreso a Primera División.
En su estadio acumula un total de cinco partidos ganados, siete empates y cuatro derrotas. No es un equipo regular en Mendizorroza y ha sumado los mismos puntos fuera que en casa, siendo un equipo más competitivo lejos de Vitoria. A priori, el Alavés no se juega nada en este tramo final de temporada, pero sí se juega llegar a la final de la Copa del Rey en las mejores condiciones físicas y psicológicas, y La Liga puede servir como terapia a la hora de preparar una final a finales de mayo.

Después de jugar el domingo contra Las Palmas, y con un partido el domingo frente al Betis, Pellegrino introducirá varios cambios en el once. Sólo Pacheco, Feddal y Marcos Llorente repetirán en el once del entrenador argentino. En el lateral derecho podría entrar Vigaray en lugar de Femenía, y el lateral izquierdo será probablemente para Raúl García. La duda está si situar a Camarasa o Krsticic en el centro del campo acompañando a Daniel Torres y Llorente.

Seguir en la lucha por Europa

El Eibar necesita una victoria que le mantenga en la lucha por Europa. Los armeros vienen de perder dos partidos consecutivos, y quieren sumar tres puntos en Mendizorroza, para estar en la pelea hasta el final del campeonato por una plaza en la Europa League. El equipo de José Luis Mendilibar, cayó derrotado por 0-1 en Ipurúa contra un rival directo como es el Athletic Club de Bilbao después de un gol de Raúl García en el último minuto del encuentro. El Eibar debe ganar en Mendizorroza para acabar el final de temporada con opciones de luchar por la Europa League, una hazaña complicada porque hay tres rivales como Villarreal, Athletic y Real Sociedad que se disputan dos plazas y parten con ventaja respecto al Eibar.
Eibar - Athletic de la pasada jornada que acabó con 0-1 | Foto: La Liga
Imagen del Eibar vs Athletic de la pasada jornada que acabó con 0-1 | Foto: La Liga
La baja de Gonzalo Escalante por la roja de la jornada pasada ante el Athletic, es la ausencia más destaca de los armeros. Su posición la ocupará probablemente Christian Rivera, el jugador que sustituyó a Inui para ocupa la plaza del argentino.
El Eibar dependerá del olfato goleador de Sergi Enrich y la calidad de Pedro León. Enrich es el máximo goleador histórico del conjunto armero con 22 goles registrando todas las competiciones que ha disputado el Eibar en estas dos temporadas. Esta temporada en La Liga lleva una decena y está siendo uno de los jugadores más determinantes del equipo.
Fuera de Ipurúa el Eibar en sus últimas tres visitas lleva dos victorias de tres posibles, ganando en el Estadio La Cerámica y Balaídos, y perdiendo en el Villamarín. Los armeros buscarán en Mendizorroza una nueva victoria fuera de casa para sumar 53 puntos  y esperar que Real Sociedad y Athletic no consigan la victoria esta jornada.

Estadísticas de ambos equipos en Mendizorroza

El partido del jueves a las 19:30 horas será el único precedente de ambos clubes en Primera División. Los babazorros y los armeros se han enfrentado en 21 ocasiones, con 12 victorias por parte del Eibar,dos empates y siete victorias del Alavés. En los ocho precedentes que ambos conjuntos en Mendizorroza cinco han sido en Segunda División,  y cuatro en Segunda B, por lo que será el primer encuentro en Mendizorroza en el que ambos equipos coimpiten en la élite del fútbol español.

Las estadísticas

El Alavés llega al duelo con 44 puntos situado en la undécima posición. En la pasada jornada empató a uno contra la UD Las Palmas en el Estadio Gran Canaria. Los babazorros en su balance general en la temporada han conseguido 11 victorias, 11 empates y 11 derrotas, convirtiéndose en uno de los equipos más irregulares del campeonato. Como local su registro es de cinco victorias, siete empates y cuatro derrotas, y ha anotado en total 32 goles y ha encajado 40.
El Eibar llega tras perder por 0-1 en Ipurúa y encadena dos derrotas consecutivas. Se sitúa en la octava plaza con 50 puntos, y en estas 33 jornadas ha logrado 14 victorias, 11 empates y ocho derrotas. Les separan seis puntos para los puestos de Europa League y ha anotado 52 goles y ha encajado 45. Como visitante ha conseguido cinco victorias, cinco empates y seis derrotas.

Ambos entrenadores alaban al rival

Mauricio Pellegrino ha comparecido en rueda de prensa en la previa del encuentro del jueves a las 19:30 horas en Mendizorroza. El técnico argentino alabó al Eibar con estas palabras: "La SD Eibar es un gran equipo, sabe como crear problemas a todos sus rivales. Va a ser una gran prueba", afirmó Pellegrino.
Respecto al partido el entrenador del Alavés confirma que quieren "estos 3 puntos para terminar lo más arriba posible y llegar al sprint final con las mejores sensaciones". Subrayó el hecho de que en "los primeros años siempre son los más difíciles para afianzar un proyecto nuevo".
Por otra parte, José Luis Mendilibar ha manifestado que "varios titulares que jugaron contra el Athletic serán de la partida". En cuanto al partido contra el Alavés, ha valorado que "están convencidos de que van a ganar contra un equipo que va a salir a por todas y es muy rocoso".
Comparando el encuentro de la primera vuelta con el de la segunda Mendilibar afirma que "en Ipurúa se encerró atrás y consiguió un empate por su solidez, pero ahora el Alavés va hacia arriba y ha mejorado en su juego. Juegan con más alegría y llegan más a portería".

Trujillo Suárez dictará sentencia

El colegiado del encuentro será el tinerfeño Trujillo Suárez. En su debut en Primera Division ha arbitrado 15 encuentros, y ha dirigido al Eibar en dos ocasiones; una en la victoria por 1-2 contra el Granada, y el otro partido el Eibar - Alavés de la primera vuelta que acabó con empate a cero.
Casualmente, ha sido designado para arbitrar en esta jornada el encuentro del Alavés - Eibar en Mendizorroza. Los armeros guardan buen recuerdo de este árbitro porque en dos encuentros que le ha arbitrado Trujillo Suárez los armeros no conocen la derrota.

Convocatoria

José Luis Mendilibar ha dado a conocer la lista de convocados para el encuentro contra el Alavés en Mendizorroza. Causan baja por sanción Iván Ramis, Pedro León y Gonzalo Escalante, y por lesión Fran Rico, Antonio Luna y Bebé. Seis bajas las que tiene el Eibar, y el técnico de Zaldívar ha convocado a dos jugadores del CD Vitoria: Imanol Sarriegi y Josué Dorrio.
La convocatoria es la siguiente: Yoel, Riesgo, Capa, Arbilla, Juncà, Lejeune, Dos Santos, Gálvez, Dani García, Rivera, Sarriegi, Adrián, Rubén Peña, Inui, Josué, Nano, Kike García y Enrich.
El Deportivo Alavés, por su parte, aún no ha dado a conocer la convocatoria para el partido frente a la Sociedad Deportiva Eibar.

Posibles onces


La previa del Athletic-Real Betis: Víctor, ante su permanencia




Athletic Bilbao vs Real Betis Match Preview 27th April 2017
El Real Betis Balompié ya es, oficialmente, equipo de Primera División para la próxima temporada. Los resultados que se produjeron ayer en diversos estadios provocaron que la permanencia de los verdiblancos pasase de virtual a real. Es la primera de las dos que están en juego en Heliópolis, siendo la segunda mucho más difícil que la ya conseguido. Víctor Sánchez del Amo, completamente desahuciado antes de las dos victorias consecutivas, ha ganado mucho crédito. Del madrileño, y los resultados de sus chicos, dependerá que lidere o no el proyecto de este próximo verano. De Víctor se dice que Miguel Torrecilla es su máximo apoyo y los jugadores están a muerte con él, pero si la pelota no entra y los puntos no llegan la afición, elemento de muchísimo peso en el día a día del club, no aprobará tal decisión. Mañana, en el Nuevo San Mamés, el Real Betis tiene la oportunidad de rizar el rizo: tres de tres ante un rival europeo que no puede permitirse tropiezos.

ASÍ LLEGA EL ATHLETIC CLUB DE BILBAO

El Athletic de Bilbao es uno de los equipos que, a falta de menos de diez jornadas, tienen algo por lo que pelear. Los rojiblancos son el último equipo con derecho a jugar competición europea, salvo que el séptimo pueda jugarla debido a una hipotética victoria del FC Barcelona en Copa del Rey. Se preveía, a principio de temporada, que los pupilos de Ernesto Valverde llegarían lejos tanto en Copa del Rey como en Europa League, algo que a la postre no sucedió. Los culés en octavos y el APOEL de Nicosia en dieciseisavos limitaron la temporada de los bilbaínos a la Liga, donde el objetivo europeo es absolutamente primordial.
De momento están en buena línea, siendo casi inexpugnables en casa y mejorando sus registros como visitante en estas últimas jornadas. Cuatro victorias y una derrota en los últimos cinco encuentros acreditan a los leones como uno de los mejores candidatos para conquistar plaza de Europa League, estando en mejor forma que la Real Sociedad y Éibar. El Real Betis tendrá ante sí a un elenco de jugadores bastante interesante, con una identidad singular y un libreto más que asimilado, gracias a un entrenador cuyo futuro está en el aire.
Aún no está disponible la lista de convocados, pero al ser el último partido de la jornada se prevé once de gala por parte de los locales, con todo lo que ello supone. Tan solo Gorka Elustondo ocupa plaza en la enfermería, por lo que las ausencias en la lista serán debido a decisiones técnicas. Un once reconocible con cuatro defensas, un doble pivote, tres mediapuntas y el incombustible Aritz Aduriz como referencia en la punta de ataque. Se espera el regreso a la titularidad de Beñat, en un partido siempre especial para él.
[4-2-3-1]: Kepa Arrizabalaga; Óscar De Marcos, Yeray Álvarez, Aymeric Laporte, Mikel Balenziaga; Mikel San José, Beñat Etxebarría; Iñaki Williams, Raúl García, Iker Muniaín; Aritz Aduriz
LOS JUGADORES MÁS EN FORMA DEL ATHLETIC DE BILBAO
KEPA ARRIZABALAGA: Ya no es una promesa. El auto abastecimiento de jugadores por parte del Athletic ha regalado a los leones al que ya es el sustituto de Gorka Iraizoz, otrora dueño de la portería bilbaino. Con unas condiciones sensacionales y amplia experiencia tanto a nivel de selección como en la Segunda División, Kepa ya es el portero titular del Athletic y lo será, si nada se tuerce, durante muchos años.
AYMERIC LAPORTE: Otro jugador de presente y futuro del club rojiblanco, aunque en este caso parece que pinta lejos de Lezama. El pasado verano estuvo a punto de fichar por el Manchester City de Pep Guardiola pero el propio central paralizó su marcha. Esta temporada, a pesar de no haber sido la mejor gracias a su irregularidad, podría ser la última de uno de los centrales a tener en cuenta para los próximos años.
RAÚL GARCÍA: Lo era en el Atlético y no lo dejó de ser en el Athletic, Raúl García es el ejemplo perfecto de corazón y calidad personificado en un jugador de fútbol. Un derroche de raza e intensidad en cada minuto de partido, un centrocampista con gol que sigue destacando a pesar de cumplir años. No tuvo su día en el Villamarín, allá por la primera vuelta de campeonato, y buscará volver a ver puerta como lo hizo la pasada jornada.
IKER MUNIAÍN: Otro futbolista de quilates al que le falta la ansiada regularidad en su juego para ser considerado como uno de los mejores atacantes del campeonato. Eléctrico, goleador y sumamente dañino para las defensas rivales Muníain está firmando un gran final de temporada, y será uno de los responsables de llevar de nuevo a Europa al Athletic de Bilbao con sus actuaciones en banda.
ARITZ ADURIZ: Es el hombre gol por excelencia de este Ahtletic de Bilbao. Empiezan a llegar candidatos a sucederle -los Sabin, Villalibre etc- pero Aduriz sigue siendo, a dia de hoy, insustituible en el esquema del ‘Txingurri’ Valverde. Buena parte de las opciones de gol del equipo mañana ante el Real Betis pasarán bien por su cabeza o por sus botas. Está enchufado en este tramo final y será indispensable que la defensa verdiblanca le ate en corto.

ASÍ LLEGA EL REAL BETIS BALOMPIÉ


Probablemente para la mayoría de béticos la situación no haya cambiado demasiado, pero la realidad es que tanto el equipo como su entrenador han mejorado bastante sus prestaciones. Dos victorias consecutivas del equipo y un cambio de actitud por parte del entrenador, con una actitud menos “amarrategui” que, en las últimas jornadas, han hecho que el Real Betis esté matemáticamente salvado y Sánchez del Amo en buena línea para ganarse la continuidad en el banquillo por una temporada más.
Especialmente destacable fue el último partido, en Vigo, donde el equipo se mantuvo entero de principio a fin, ganando con justicia a un Celta con suplentes, si, pero con hombres que bien podrían haber ganado al Real Betis de estar los verdiblancos a un nivel inferior. Todo salió a pedir de boca, desde el planteamiento hasta la gestión de los cambios, que tanto ha dado que hablar, lo que refuerza a un entrenador que hace dos jornadas estaba sentenciado por parte de su hinchada.
Ahora todo se ve un poco distinto, al menos en la planta noble, sabedores de que, si la buena racha continua, las prestaciones de los verdiblancos pueden ser mejores con una temporada desde cero para Sánchez del Amo, y no a la mitad con un equipo diseñado para otro entrenador. No será fácil el partido de mañana, pero viendo las dos últimas actuaciones del equipo ante rivales nada fáciles, hay esperanzas de hacer, al menos, un buen papel en tierras vascas.
Ya se conoce la lista de convocados, con alguna que otra sorpresa que modificará el último once. Alin Tosca se une a Ryan Donk y Nahuel Leiva en el apartado de bajas por decisión técnica, lo que provocará que Aïssa Mandi, novedad en el equipo ante el Celta por la baja de Pezzella, se mantenga en el centro de la zaga junto al argentino y Bruno González. Además, Tonny Sanabria y Cristiano Piccini vuelven a quedarse fuera por lesión, lo que provocará la continuidad de Rafa Navarro en el lateral diestro, y la más que probable permanencia de Álex Alegría junto a Joaquín o Rubén Castro en ataque. Con todos estos datos, y teniendo en cuenta que es jornada intersemanal, el Real Betis saldría al Nuevo San Mamés con los siguientes jugadores:
[5-3-2]: Antonio Adán; Rafa Navarro, Bruno González, Germán Pezzella, Aïssa Mandi, Riza Durmisi; Rubén Pardo, Darko Brasanac, Dani Ceballos; Álex Alegría, Rubén Castro

DATOS DEL PARTIDO [FOURFOURTWO]
  • Si se contasen solo los partidos jugados como local en la liga esta temporada el Athletic Club estaría situado en segundo lugar empatado a 39 puntos con el Sevilla y Barcelona a un solo punto del liderato.
  • En los últimos cuatro enfrentamientos ligueros entre estos dos equipos en Bilbao se han visto un total de 20 goles (5 de media) con ambos equipos marcando al menos un gol en cada uno de esos partidos
  • El Athletic lleva dos victorias consecutivas frente al conjunto verdiblanco como local en La Liga pero no logra tres seguidas desde diciembre de 1983 (4).
  • El cuadro sevillano dijo adiós en su último desplazamiento liguero a una racha de 15 partidos como visitante encajando gol (0-1 en Vigo).
  • El Betis lleva dos victorias consecutivas en la liga esta temporada, pero no logra tres seguidas en la competición domésticas desde enero de 2012.
  • Víctor Sánchez del Amo ha dirigido siete partidos de liga en el País Vasco en su carrera como entrenador y en ninguno de ellos ha logrado la victoria (4E 3D)
  • El conjunto bilbaíno solo ha perdido tres puntos tras anotar el primer gol del partido en liga, la cifra más baja de la competición.
  • Beñat Etxebarría ha marcado la mitad de goles en Liga en el Athletic (5) que en el Betis (10) jugando el doble de temporadas en el club bilbaíno.
  • El Athletic es, junto al Barcelona, el equipo favorito de Rubén Castro de Liga para marcarle (ocho tantos).
    Los últimos diez goles de jugadores serbios en Primera División han sido en la segunda mitad.

Previa Sevilla FC - RC Celta de Vigo: mirando a Europa



Sevilla vs Celta Vigo Match Preview 27th April 2017

Sevilla FC - RC Celta de Vigo // Jueves 27 de abril, 20:30 horas // Jornada 34 de LaLiga Santander // Estadio Ramón Sánchez Pizjuán // Árbitro: Gil Manzano (comité extremeño) // Bein Sports LaLiga // Los vigueses con la cabeza puesta en la Europa League visitan a un Sevilla que sigue peleando por la tercera plaza.


Hoy es una de esas noches en las que el buen fútbol se apodera de Nervión. El actual campeón de la Europa League contra uno de los aspirantes a levantar el título este año. Pero esto no es Europa, es La Liga. Y el Sevilla tiene en mente pelearle al Atlético de Madrid la tercera plaza hasta el final. Por su parte los gallegos van en décima posición, empatados a puntos con el Alavés y a seis del noveno, el Espanyol. La posibilidad de añadir el primer título oficial a sus vitrinas  es una de las razones por las que el equipo vigués está tan centrado en Europa. Por su parte el Sevilla, que sólo sigue vivo en la lucha por la tercera plaza, está con la mente puesta en este partido.

A seguir ganando en casa

Tras pasar una mala racha, el Sevilla ha vuelto a reencontrarse con su juego. 10 puntos de 15 posibles son una cifra que los rojiblancos quieren aumentar. Tras ganar los dos últimos partidos en casa, el conjunto de Nervión intentará volver a convertir el Sánchez Pizjuán en un fortín. Tras la derrota del Atlético frente al Villarreal el martes, si el Sevilla gana hoy tendría los mismos puntos que los colchoneros. El goal average sería el problema en caso de empate a puntos. Para ello el Sevilla tendría que ganar un partido más que el Atleti. Por lo que no puede permitirse tropiezos como los del Leganés o el Alavés.
El último partido del Sevilla fue también en la capital hispalense, contra el Granada. Teniendo en cuenta el carrusel de partidos que tenía por delante (tres en una semana) Sampaoli optó por los menos habituales. Y el plan B funcionó. Un doblete de Ganso frente a un Granada inofensivo certificó los tres puntos para los locales.

"All in" a Europa

Mientras tanto, el conjunto de Vigo tiene otro tipo de miras. Establecido en la décima posición en el campeonato liguero tras centrarse en Europa, el Celta quiere seguir luchando por la Europa League. Con un partido el domingo frente al Athletic y otro el jueves que viene contra el Manchester United, Berizzo puede optar por rotar hoy o el domingo. No obstante, los números del Celta no son malos. 44 puntos, 48 goles a favor y 52 en contra. Uno de los puntos fuertes de los gallegos es su delantera. Wass, Guidetti y Aspas han proporcionado grandes alegrías esta temporada. 16 tantos del ex sevillista en lo que llevamos de temporada.
Sin embargo el Celta perdió su último partido. Tras el cansancio de la eliminatoria contra el Genk, los de Vigo perdieron contra el Betis. Un partido que acabó 0-1 en el que los verdiblancos fueron muy superiores a los locales. Brasanac de cabeza propició la victoria visitante. Las rotaciones provocadas por el partido europeo fueron el principal aliciente de que esto ocurriera.

Precedentes

El balance es bastante positivo para el conjunto local, con un 73% de enfrentamientos ganados. En los últimos diez enfrentamientos, cuatro fueron para el Sevilla, tres para el Celta y tres empates. Entre ellos cabe destacar el 4-0 de Copa del Rey del año pasado, que llevaría a los sevillistas a la final.
El enfrentamiento de la primera vuelta acabó 0-3 con triplete de Vicente Iborra.

Bajas

Sampaoli no podrá contar con los lesionados Carriço ni Escudero. Por su parte Berizzo tiene las bajas de Rubén Blanco, Marcelo Díaz, Planas y Rossi, lesionado de gravedad.
De esta manera, la lista de convocados del Sevilla es la siguiente: Sergio Rico, David Soria, Mariano, Mercado, Rami, Pareja, Lenglet, Escudero, Kranevitter, Nzonzi, Iborra, Franco Vázquez, Correa, Sarabia, Nasri, Ganso, Jovetic y Wissam Ben Yedder.
El técnico del Celta ha decidido convocar a: Sergio, Iván Villar, Hugo Mallo, Fontás, Pape, Radoja, Bongonda, Pablo Hdez., Guidetti, Iago Aspas, Sisto, Beauvue, Jozabed, Wass, Jonny, Sergi Gómez, Cabral y Roncaglia.

PEÑAROL - De golpe en golpe



Que no se trate ahora de decir que lo que ocurrió una vez finalizado el partido fue típico de un partido de Copa. No, de ninguna manera. Fue un bochorno. Una vergüenza (más) para Peñarol como institución. Pero este espacio es para hablar de fútbol y lo que ocurrió en la cancha durante los 90 y tantos minutos sí fue un partido de Copa Libertadores.
Peñarol y Palmeiras regalaron un gran juego. Lástima que para el equipo uruguayo terminó mal algo que había comenzado muy bien. El 3-2 (mismo resultado de San Pablo hace dos semanas) dejó último al aurinegro y prácticamente condenado a no seguir en el torneo continental. Sin embargo, poco se le puede reprochar al equipo dirigido por Leonardo Ramos, que en los primeros 45 minutos desplegó el mejor juego desde que el técnico se hizo cargo.
Presión alta, asfixiante, sin darle espacios al rival; recuperación del balón, buenas triangulaciones, dinámica, despliegue, un buen circuito futbolístico por derecha. Todo eso fue Peñarol en la primera mitad.
El 2-0 con el que se fue al descanso se gestó en la actitud y concentración que tuvo el equipo, pero también en el buen juego. El desplazamiento de Nández desde la banda derecha al medio no se sintió, porque el capitán igual tuvo que ver en el primer gol y porque además Alex Silva se desempeñó bien. Justamente por la zona derecha se gestaron los goles, con Nández pasando, mostrándose para volver a recibir y mandando el centro para el gol de Affonso y luego con Petryk copiándolo para dejar de cara a la red a Junior Arias.
Palmeiras era una sombra. Había sorprendido con la formación (3-4-2-1) y con la alineación, porque Zé Roberto, Tché Tché y Willian habían quedado en el banco. ¿Subestimó el equipo paulista a Peñarol? Quedó esa sensación, porque cuando el técnico mandó en el inicio de la segunda mitad a Tché Tché y a Willian, todo cambió. Para mal de Peñarol.
Allí fueron los brasileños (ya con un 4-3-3) los que se pararon en campo de Peñarol, los que hicieron diferencias por las bandas y los que estuvieron más frescos ante un elenco mirasol que pareció haber sentido el desgaste de la primera mitad.
Entonces empezaron a caer los goles y a aparecer los errores. El más grosero el del 2-2, porque un centro llovido desde tres cuartas canchas cayó en el área chica sin que Quintana saltara para molestar a Mina ni Guruceaga (más responsable por estar de frente) saliera a cortarlo. El 2-2 solo dio lugar a pensar en que lo peor estaba por venir y así ocurrió. Willian sentenció el juego con el tercero y quizá la suerte de Peñarol en esta Libertadores, porque está último y con un saldo de goles muy negativo.