domingo, 29 de dezembro de 2019

Piatek ora rischia: per il Milan è cedibile, ma c'è un ostacolo

Uragano Ibra: il ritorno di Zlatan ha i contorni di un'irruzione nel nostro campionato, pronto a dare una scossa al Milan. Un colpo tecnico, ma non solo: i rossoneri confidano nei suoi gol, ma anche nel suo carisma, nella leadership e nell'energia che - nei piani della dirigenza - smuoverà lo spogliatoio. Eppure, non tutti potrebbero beneficiare dell'arrivo del fenomeno svedese. Nonostante i 38 anni, infatti, Zlatan sarà titolare, e farne le spese potrebbe essere Krzysztof Piatek.

UN OSTACOLO - Leao, infatti, ha dimostrato di avere doti e qualità, pronte a essere valorizzate anche dallo stesso Ibra. Ecco dunque che il polacco rischia il posto, in campo ma non solo. Per i rossoneri, infatti, l'ex Genoa è considerato cedibile. A un anno dall'arrivo a Milano, Kris potrebbe nuovamente fare le valigie. Difficile, per non dire impossibile, l'addio a titolo definitivo: Elliott non vuole infatti registrare una minusvalenza e nessuno sembra al momento disposto a spendere una trentina milioni (l'anno scorso il Milan ne pagò 35) per un giocatore che quest'anno, in 17 presenze, ha timbrato il cartellino solamente 4 volte (3 rigori). 

LE IPOTESI - Decisamente più percorribile la pista che porta a un prestito fino a fine stagione: a lui aveva pensato lo stesso Genoa, ma l'ipotesi di un romantico ritorno è affondata in fretta, considerata anche la mancata volontà del ragazzo. Alla ricerca di un attaccante è la Fiorentina, per il quale, fino a oggi, il Pistolero è solo poco più che un'idea. I viola al momento mettono in prima fila altri profili rispetto a quello del polacco, ma il mese di gennaio ha ancora tutto da raccontare. Ad ogni modo, Piatek è sul mercato: l'uragano Ibra inizia a farsi sentire. 

Roma, c'è Friedkin a Capodanno! I dettagli dell'affare

Ora ci siamo davvero. La Roma sta per passare alla seconda stagione della serie americana: da James Pallotta a Dan Friedkin. La trattativa per portare nelle mani del magnate texano il pacchetto di maggioranza del club giallorosso si è sbloccata l'otto dicembre quando tra Milano e Londra è stato trovato l'accordo di massima tra le due parti. C'era però ancora qualche dettaglio da definire relativo alla valutazione di alcuni componenti dell'asset. In ballo circa 70-80 milioni, non molto per affari del genere. Pallotta voleva monetizzare maggiormente la sua uscita e riteneva comunque importante l'investimento fatto per il progetto stadio. Il 23 dicembre le parti si sono aggiornate a Londra grazie al lavoro dei due studi legali e hanno dato il via all'operazione fumata bianca che dovrebbe arrivare tra oggi e domani e quindi entro il 2019. 

LE CIFRE - ​Dan Friedkin, il 504° uomo più ricco del mondo grazie all'impero Toyota negli Usa, sta per diventare il nuovo presidente della Roma. Ma quanto pagherà il club? Circa 750-780 milioni così suddivisi: 320 milioni ai quali vanno aggiunti i 270 per l'estinzione del debito con Goldman Sachs e i 150 della ricapitalizzazione. Resta un disavanzo di una decina di milioni, un'inezia. Pallotta lascerà la Roma con un guadagno finale di circa 170 milioni. Nell'affare, come detto, va incluso pure il progetto stadio che dovrebbe vivere a metà gennaio una svolta con l'acquisizione da parte del milionario Vitek delle quote della società Eurnova. 

COSA CAMBIA - Nell'immediato poco o nulla. Nel senso che il management resterà lo stesso fino a giugno e anche il mercato di gennaio non dovrebbe vivere grossi scossoni. A giugno, invece, qualcosa cambierà anche se la politica societeria resterà su per giù la stessa. ​Friedkin tamponerà una situazione in perdita, ma almeno inizialmente non farà sognare la piazza. I paletti imposti dal Financial Fair Play non permettono spese superiori ai ricavi. Niente sanzioni però sulle prime due finestre di mercato visto che l'Uefa concede spese straordinarie ai nuovi proprietari, a patto di avere un piano di rientro. Stop alle cessioni (vedi Zaniolo) e forse un colpo a gennaio (Marian Diaz?) ma con un occhio al bilancio. Poi sarà rivoluzione dirigenziale, anzi è già iniziata, a Trigoria. Lasceranno Baldissoni e Baldini. Resterà almeno fino a giugno il Ceo Fienga mentre non dovrebbe avere problemi il ds Petrachi che ha lavorato molto bene in estate. Il grande ritorno potrebbe essere quello di De Rossi quasi epurato dal Boca. L'ex capitano però non ha ancora deciso se smettere di giocare. Totti, invece, ha già declinato l'invito.

LA PRESENZA - Infine la presenza del presidente. Pallotta manca da oltre 520 giorni. Anche Friedkin senior avrà diversi affari negli Usa, ma la presenza della nuova proprietà sarà assicurata da Ryan Friedkin che si stabilirà in Italia. Uno dei 4 figli del tycoon di Houston che già oggi dovrebbe sbarcare nella capitale. Un po' come avviene all'Inter con Zhang. Ryan, 35 anni e appassionato di soccer, è un producer di docufilm musicali a storie dark e ha già un paio di progetti a Cinecittà.

La Serie A si riscopre mangia-allenatori: mai così tanti esoneri negli ultimi sette anni

Giro di boa del campionato non ancora raggiunto e il conto delle panchine saltate è già lunghissimo. La Serie A si riscopre campionato mangia-allenatori, con 9 tecnici già esonerati in 17 giornate. Un record del decennio: solo nel 2011, infatti, i numeri erano peggiori, con ben dieci allenatori cacciati dai rispettivi presidenti. 

LEADER D'EUROPA - La Serie A è il torneo europeo con il maggior numero di esoneri: come riporta il Corriere dello Sport, in Premier sono fermi a 8 (con tre giornate in più), in Liga sono 6, in Germania e Francia 4. L'anno della paura coinvolge anche le big: il progetto di Giampaolo, al Milan, è durato solamente 7 giornate, l'Ancelotti bis a Napoli si è sciolto poco dopo la metà del girone d'andata. 

CAMBIARE NON SERVE SEMPRE - E poi il tris del Genoa, fresco di nomina di Nicola dopo il doppio addio di Andreazzoli e Thiago Motta. Senza dimenticare il Brescia (Corini-Grosso), la Fiorentina (Montella), l'Udinese (Tudor-Gotti) e la Sampdoria (Di Francesco-Ranieri). Già, Ranieri. Proprio colui che l'anno scorso fece le fortune della Roma, con 22 punti in 22 punti dopo i 44 dello stesso Di Francesco nelle precedenti 26. Lo stesso valse per Tudor a Udine (18 punti in 10 giornate dopo l'addio di Velazquez) e Mihajlovic a Bologna (30 punti in 17 giornate dopo l'esonero di Inzaghi). 

El Madrid aún confía en James

En el club no piensan en su salida en este mercado de invierno y esperan que pueda demostrar, ya recuperado, que tiene un hueco en los planes de Zidane.


El 2020 recibirá a James (28 años; contrato hasta 2021) con una nueva oportunidad. En el club aún confían en su potencial, señalan la mala suerte como principal culpable de su decepcionante regreso y no contemplan su marcha en enero. El colombiano, tras idas y venidas en verano, siguió en el Madrid y gustó en sus primeros pasos, pero las lesiones le han mermado hasta hacerle casi invisible (es el 21º en minutos de la plantilla).
Repuesto de su último percance, la directiva, aunque sin la ilusión de antaño, espera la reaparición de James como la de un jugador con recursos de sobra para reforzar al equipo. Ya hace meses, contra la posición de un Zidane que quería sí o sí que saliera, no accedió a malvenderle. Después de aquello, James se machacó y Zizou le subió al tren del inicio de temporada. No jugó en Vigo, pero luego sumó cuatro titulares en cinco partidos (se quedó en blanco, por lesión, ante el Villarreal), incluido el del PSG. Y se ganó el elogio de su entrenador, hasta la fecha distante también en público con él: “Los buenos siempre son buenos y él es uno de los nuestros”.
Pero James perdió comba y el parón de selecciones de octubre le escoró más, y eso que decidió no ir con su selección, un gesto de compromiso total. Su premio fue la titularidad en Mallorca, pero el Madrid sucumbió, él no convenció y lo pagó con el banquillo (tuvo 11 minutos) en la noche clave contra el Galatasaray. Eso le molestó mucho, consciente de que Rodrygo, en el once en Turquía, le pasaba por la derecha.
Desde ese 22 de octubre, James no ha vestido la blanca. No ha estado disponible por un viaje por paternidad a su país y otra lesión, rodeada de morbo por pedirle al club que no publique sus partes. Ausente cuatro encuentros, se unió a Colombia y desató la polémica, sobre todo al sufrir en un entrenamiento un problema de tal calibre que obligó al Madrid a informar de su “esguince del ligamento interno de la rodilla izquierda”.
Pero esta racha de infortunios de James acaricia su final. El 19 de diciembre se incorporó a las sesiones con el grupo y opta a minutos el 4 de enero frente al Getafe (16:00 h.). En los despachos le mantienen la fe; falta comprobar si en el banquillo también.

Arturo Vidal denuncia al Barcelona por 2.6 millones de dólares

Arturo Vidal, cuya permanencia en el FC Barcelona apoyó públicamente Ernesto Valverde y fue igualmente valorada en privado por varios estamentos del club, presentó una denuncia ante la Liga por el impago de 2.4 millones de euros (2.6 millones de dólares) que según él debió abonarle el Barça en concepto de bonus desde la pasada temporada y que reclama no haber cobrado.
La información, adelantada por el diario ABC, fue confirmada por ESPN Digital y está en conocimiento del club azulgrana, desde el que una fuente autorizada aseveró que la demanda “se realizó a partir de una interpretación del contrato” que en el Camp Nou no se comparte.
Los asesores del mediocampista chileno presentaron dicha demanda el 5 de diciembre denunciando el impago de una serie de variables entre las que destacaría el haber alcanzado los 60 partidos oficiales como barcelonista, una cláusula que le daría derecho a percibir un bonus cercano a los 2 millones de euros. En el Barça, sin embargo, se tiene claro que los partidos, y así lo especifica el contrato, solo suman a partir de los 45 minutos y en este caso Vidal, que ha tomado parte en 72 encuentros desde que fichó en el verano de 2018, solo computaría 35 encuentros, los que jugó un mínimo de los 45 minutos reseñados.
“Sabemos que existe esa reclamación y también que La Liga ya ha dicho que no va a intervenir. Si los abogados del señor Vidal reclaman a la Liga, no va a darle ninguna continuidad”, solventó la fuente consultada del Barcelona, que se mostró tan segura en que la razón asiste al club porque “el contrato es el que es” como perpleja por el paso dado por el jugador.
El inter, en la recámara
Vidal está citado para reintegrarse a los entrenamientos, junto al resto de futbolistas sudamericanos, el dos de enero y el club permanece tranquilo a la espera de acontecimientos, no valorando la posibilidad de que la denuncia sea un primer paso por parte del jugador para forzar su salida en este mercado de invierno para fichar por el Inter de Milán.
La postura del Barça es clara: no ha existido ningún impago, el jugador está al día de sus emolumentos y es esperado en Barcelona para reintegrarse a los entrenamientos el dos de enero. A partir de ahí, sin embargo, habrá que ver si la relación entre las dos partes es tan fluida como en el pasado o este movimiento del jugador desencadena un nuevo escenario.

Cristiano Ronaldo se propone hacer una película en Hollywood

Cristiano Ronaldo dejó muy claro durante una conferencia de prensa en Dubai que cada día piensa más en otras cosas que no sean el fútbol y adelantó que una de sus opciones a futuro será hacer una película en Hoolywood.
"En mi vida siempre intento aprender, educarme y formarme en aquello que me interesa. Recuperar el tiempo en el que tuve que renunciar a esa formación en el colegio. Hay vida después del futbol. Ganar una Champions mas o menos no me va a hacer más feliz, aunque por supuesto que quiero ganarla. Pero me preparo para una vida nueva en la que quiero participar en nuevas cosas: mejorar mi inglés, hacer una película en Hollywood... Y para eso hay que salir de tu zona de confort, aprender cada vez más y desafiarte a ti mismo, algo que me encanta. Y, por supuesto, rodearte de personas inteligentes", dijo el delantero de la Juventus, citado por el diario Marca.
El portugués, que el domingo competirá con Messi, Salah y Van Dijk por ganar el que sería su sexto trofeo al mejor jugador del año en los premios Globe Soccer, fue la gran atracción en la 14 edición de las Conferencias Internacionales que organiza el Consejo de Deportes de Dubai.
A dos meses de cumplir los 34 años de edad y tras 15 en la élite, el portugués ofreció su versión más madura y habló de la dedicación tan exclusiva que ha puesto para mantenerse durante tanto tiempo en la cúspide del fútbol mundial junto a Leo Messi. "No hay secretos ni milagros. Ganar en todos los sitios en los que he estado no es una coincidencia, cuando eres un campeón ganas siempre. Sin mucho trabajo, sin dedicación y pasión por lo que haces no puedes conseguir todo lo que dicen el palmarés, los trofeos, los récords y las estadísticas. Pero lo más importante es mantener siempre alta la motivación para mantener este nivel. Yo ya no tengo que demostrar nada a nadie mas que a mí mismo y a mi familia, ahora me toca disfrutar de esto".
Cuestionado acerca del ejemplo que supone por haber sido capaz de prolongar su carrera al más alto nivel pese a contar con una edad en los que muchos futbolistas ya piensan en la retirada, Cristiano reveló su secreto.
"Cuidarme así es mi manera de vivir. Tienes que sacrificarte y dedicar el 70% de tu vida al fútbol y a cuidar y conocer tu cuerpo: preparación física, alimentación, recuperación... Y no todos los deportistas están dispuestos a esto, lo digo sin ánimo de criticar a nadie, ¿eh?... Pero mantener el nivel de excelencia te exige pensar siempre en términos de excelencia".
Resulta llamativo ver al futbolista que ha encarnado durante tanto tiempo la dedicación exclusiva al 101% a su gran pasión, hablar de otras cosas más allá del deporte y los entrenamientos exhaustivos. "Hay tiempo para todo, el día tiene 24 horas y puedes entrenar, descansar, estar con la familia y los amigos, disfrutar, etc. Hay que encontrar un equilibrio, no es sólo entrenar y entrenar. Cuando ves que el cuerpo no tiene la misma capacidad de responder a lo que le ordena la cabeza tienes que saber asumir eso y encararlo. Hay tantas cosas que aprender... Pero lo más importante es sentirte siempre motivado".
Sin embargo, que nadie se llame a engaño. Cristiano tiene cuerda para rato y anda con dos grandes retos para batir el próximo año. Esos nuevos desafíos son batir el récord de goles de Pelé y el récord de goles del iraní Ali Daei (109), del que está a 10. "Conseguir esos récords es un proceso que sucede de forma natural después de mucho trabajo. Tienes que estar siempre preparado y los récords acaban llegando. Superar el récord de goles de Pelé sería un motivo de orgullo, por supuesto, pero cada uno tenemos nuestra historia. Pelé va a seguir siendo Pelé, como Cristiano va a seguir siendo Cristiano. También me haría ilusión superar el récord goleador del iraní, creo que ese récord tiene más mérito".
Por último, se mostró confiado en seguir consiguiendo éxitos en el año que está a punto de comenzar. "Espero que 2020 sea un año excelente, como lo han sido estos últimos. La verdad es que yo no tengo años malos, pero porque me preparo mucho. Y confío en que el próximo también sea un gran año".

Veteranos de Brasil e Italia reeditarán la final del Mundial de EE.UU. 94

RÍO DE JANEIRO - Un equipo de exfutbolistas brasileños jugará el próximo 9 de enero frente a uno de leyendas del fútbol italiano en una reedición de la final del Mundial de Estados Unidos'94 que tendrá como escenario la ciudad brasileña de Fortaleza.
La selección brasileña será dirigida por el entrenador del equipo que ganó aquel Mundial, Carlos Alberto Parreira, quien contará con muchos de los jugadores que lograron el cuarto título de la Canarinha, informó la Confederación Brasileña de Fútbol (CBF) en una nota en la que anunció el partido.
Entre los brasileños se cuentan el portero Claudio Taffarel, uno de los héroes de la final de ese final, definida en los penaltis; Cafú, Gilmar, Dunga, Jorginho, Márcio Santos, Aldair, Ricardo Rocha, Branco, Mauro Silva, Mazinho, Bebeto, Zinho, Paulo Sérgio y Viola.

El equipo italiano será dirigido por Arrigo Sacchi, quien también estaba en el banquillo en la final de EE.UU. 94, y ya se ha confirmado la presencia de varios jugadores del equipo que perdió la final, como Gianfranco Zola, Demetrio Albertini, Franco Baresi, Luigi Apolloni, Marco Benarrivo, Alessandro Costacurta, Pierluigi Casiraghi, Albertigo Evani, Roberto Mussi, Daniele Massaro y Mauro Tassotti.

La CBF informó que los dos equipos se presentarán en Fortaleza el día 8 de enero, cuando entrenarán en el Estadio Presidente Vargas, y que por la noche todos los jugadores compartirán una cena en la que recibirán un homenaje de las autoridades del fútbol de ambos países.